Film originali non tagliati

  • Come si fa a capire se un film al cinema viene proiettato in versione originale integrale?

    Penso che sia davvero brutto come i buoni film cinematografici vengano rovinati dal montaggio.

    Mi rendo conto che gli originali non vengono più proiettati.

    Sto parlando dei blockbuster di Hollywood. Non di qualsiasi serie.

    Oppure mi sbaglio e non riesco a trovare gli originali?

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    • Black Mamba ha risposto a questo post.
    • @Jaunegap89

      La tua domanda non è pertinente su un forum di Swisscom. Ti consiglio di rivolgerti all’industria cinematografica o ai forum specializzati per avere le risposte giuste.

      Buona domenica Doremi

      Jaunegap89

      Jaunegap89 O mi sbaglio e non riesco a trovare gli originali?

      Il più delle volte, quando è fatta bene, una versione lunga aggiunge un po’ di profondità ai personaggi secondari di un film che ci aiuta a capire meglio le loro azioni e quindi a comprendere meglio la trama e i temi del film. Per esempio: Kingdom of Heaven o Batman V. Superman.

      Una versione lunga può anche fornire una sequenza aggiuntiva. In alcuni casi questa sequenza non aggiunge assolutamente nulla al film e la versione lunga non ha alcun interesse se non quello di passare più tempo nell’universo del film (esempio: Sucker Punch). Nel caso di Abyss, invece, la versione lunga (oggi la versione ufficiale e più conosciuta, credo) aggiunge la sequenza in cui Ed Harris interagisce con gli alieni nella loro astronave. Questa sequenza cambia completamente il significato dell’intervento degli alieni rispetto alla versione originale e cambia completamente il tema del film.

      La lunghezza di un film si riferisce al problema (estetico) della lunghezza di quello che viene chiamato film, in quanto risulta dalle operazioni di ripresa e di montaggio scelte e realizzate dal cosiddetto “regista”. Le cosiddette versioni “lunghe” sono versioni di un film la cui lunghezza è stata ripristinata, dopo essere stata “accorciata” dalla produzione con il pretesto che la lunghezza inizialmente scelta, giudicata eccessiva, rischiava di spaventare o infastidire gli spettatori. Un esempio è il film del 1980 “Heaven’s Gate” del regista americano Michael Cimino. Il suo “director’s cut” iniziale era di 360 minuti (su 200 ore di riprese); fu ridotto dai produttori a 150′ per l’uscita nelle sale, il che non salvò il film e non evitò il fallimento della United Artists, che lo aveva prodotto. Nel 2012, sotto le pressioni amichevoli dei colleghi Coppola e Scorsese, Cimino ha accettato di rielaborare il suo film e di ripresentare una nuova “director’s cut” di 3 ore e 40 minuti (con un nuovo montaggio e una rimasterizzazione digitale), consentendo al grande pubblico di scoprire o riscoprire un film eccezionale, il più vicino possibile alla visione del suo creatore, e di apprezzarlo finalmente in tutta la sua perduta e ritrovata bellezza e forza critica. In conclusione: la posta in gioco nella questione (strategica) della durata di un film è il significato, la qualità del tempo* - o meglio della durata - come un regista creativo pensa la storia (lo scenario) che vuole raccontare, giocando tecnicamente e artisticamente (riprese, montaggio) sulla tastiera sensibile del tempo e del movimento dell’immagine.

      Blade Runner è un film che viene costantemente rimodellato. Infatti, attualmente esistono 7 versioni diverse, dalla prima versione trasmessa (Broadcast Cut) alla versione finale (Final Cut).

      La versione originale, quella proiettata nelle sale cinematografiche nel 1982, è una perfetta illustrazione dell’integrità artistica… disturbata dalle interferenze degli studios.

      Per molti versi, il panorama cinematografico non è cambiato in 40 anni: gli studios sono ancora stupidi come sempre.

      L’ambiziosa visione futuristica di Ridley Scott si è rivelata troppo rischiosa per gli studios. Hanno preteso che Ridley semplificasse e **** il film per poterlo servire alle masse.

      Per ottenere questo risultato sono stati utilizzati diversi mezzi.

      L’esempio forse più imbarazzante è l’inserimento insultante di voci off per narrare i pensieri di un personaggio o spiegare una scena.

      Harrison Ford era chiaramente contrario a rovinare l’atmosfera caratteristica del film, quindi registrò le sue battute nel modo più smielato possibile, sperando che non venissero utilizzate.

      Invece sono state usate, ovviamente.

      Come se non bastasse, gli studios cercarono di trasformare il finale in un “lieto fine”, in quello che probabilmente era il film più cupo dell’epoca.

      Il tentativo di trasformare un’opera contemplativa e metodica come Blade Runner in un generico film d’azione rimane ancora oggi uno dei più grandi peccati del cinema.

      E ci si chiede perché nessuno si sia preoccupato di guardarlo quando è uscito.

      Ora, basta confrontare questo film con il director’s cut ed emerge il vero film. I toni sono quasi completamente diversi.

      Alcuni dei montaggi cambiano tutto. Le voci condiscendenti off sono sostituite da rumori ambientali urbani, che ci immergono totalmente nell’atmosfera di questa distopia futuristica.

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